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Arcipelago Muratori Quattro “isole” in ognuna delle quali produciamo il vino più connaturato al territorio: spumante metodo classico in Franciacorta, Rosso da Sangiovese e di taglio bordolese nella Maremma Toscana, a Suvereto, vini da uve a bacca “gialla” in Campania, nel Sannio Beneventano, e vino da conversazione a Ischia.
Arcipelago Muratori Arcipelago Muratori conduce in un viaggio ideale attraverso quattro aree vitivinicole diverse da Nord a Sud: la Franciacorta del metodo classico, la Maremma toscana terra di vini rossi, il Sannio beneventano dedicato ai vini “gialli”e l’Isola d’Ischia, scelta per il vino da conversazione.
Una collaborazione vincente L’Arcipelago Muratori nasce nel 1999 dalla decisione dei fratelli Muratori, imprenditori tessili, di diversificare la loro attività, investendo in agricoltura. Dalla vendemmia 2002 nasce il primo Franciacorta che nel 2010 è divenuto Riserva ed ha vinto il premio come MIGLIOR VINO EMERGENTE dell'anno, l’Oscar assegnato da AIS Bibenda a Roma. Bruno Muratori ha scelto di dedicare all’enologo Francesco Iacono questa Riserva.
Francesco Iacono Sono Francesco Iacono. Avevo un sogno nel cassetto, impostare un progetto vitivinicolo basato su un principio molto semplice: individuare territori ad alta vocazione enologica per realizzarvi una sola tipologia di vino. Questa è l’idea su cui si fonda l’Arcipelago Muratori, di cui sono responsabile.
Tenuta Villa Crespia Franciacorta Villa Crespia, la Tenuta che racconta il territorio attraverso sei etichette di Franciacorta DOCG, Brut, Rosé, Dosaggi Zero, nati da uve provenienti da vigneti allevati in sei ambienti diversi, ciascuno delle quali reca in sé una caratteristica geologica particolare. Così si evolve, con personalità, ben identificabile il superbo perlage.
Tenuta Villa Crespia Franciacorta Villa Crespia, la Tenuta che racconta il territorio attraverso sei etichette di Franciacorta DOCG, Brut, Rosé, Dosaggi Zero, nati da uve provenienti da vigneti allevati in sei ambienti diversi, ciascuno delle quali reca in sé una caratteristica geologica particolare. Così si evolve, con personalità, ben identificabile il superbo perlage.
Tenuta Rubbia al Colle Suvereto Rubbia al Colle, la Tenuta dove i vigneti sono allevati nel rispetto dell’ambiente e la naturalità delle uve trasferisce nel bicchiere l’intima essenza del territorio.
Il vino diventa paesaggio, spazio non solo geometria.
Da Sangiovese e tagli bordolesi, Rossi dalla forte personalità maremmana.
Tenuta Rubbia al Colle Suvereto Rubbia al Colle, la Tenuta dove i vigneti sono allevati nel rispetto dell’ambiente e la naturalità delle uve trasferisce nel bicchiere l’intima essenza del territorio.
Il vino diventa paesaggio, spazio non solo geometria.
Da Sangiovese e tagli bordolesi, Rossi dalla forte personalità maremmana.
Tenuta Giardini Arimei Ischia Giardini Arimei Isola d’Ischia   “Significa un ritorno alle mie radici familiari la scelta dell’Isola d' Ischia per la quarta Tenuta dell’Arcipelago” commenta emozionato Francesco Iacono “Aldilà di questo, è la testimonianza di come una famiglia di imprenditori sia capace di impegnarsi con notevoli mezzi finanziari per recuperare un passato agricolo glorioso e per la tutela dell’ambiente.”      
Tenuta Giardini Arimei Ischia Giardini Arimei Isola d’Ischia   “Significa un ritorno alle mie radici familiari la scelta dell’Isola d' Ischia per la quarta Tenuta dell’Arcipelago” commenta emozionato Francesco Iacono “Aldilà di questo, è la testimonianza di come una famiglia di imprenditori sia capace di impegnarsi con notevoli mezzi finanziari per recuperare un passato agricolo glorioso e per la tutela dell’ambiente.”      
Tenuta Oppida Aminea Sannio Oppida Aminea, la Tenuta dove il Giallo è dominante nei grappoli di Falanghina, Greco e Fiano, varietà antiche del Sannio. Di questa terra appartata e severa l’uva porta nel vino la forza, l’intensità e i riflessi del Sole.  
Tenuta Oppida Aminea Sannio  Oppida Aminea, la Tenuta dove il Giallo è dominante nei grappoli di Falanghina, Greco e Fiano, varietà antiche del Sannio. Di questa terra appartata e severa l’uva porta nel vino la forza, l’intensità e i riflessi del Sole.  

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#Dzero: Dosaggio Zero un “mistero” svelato!

Da ieri Dosaggio zero non è più quel binomio misterioso (misterioso, chi ha detto misterioso?) nell'immaginario di molti, ma ha acquisito un maggior fascino dopo che il Convegno Internazionale tenutosi a Villa Crespia lunedì 23 gennaio ne ha rivelato la storia segreta per i più e la sua percezione nel mondo.
Si deve questo risultato alla prolusione del professor Attilio Scienza che da gran affabulatore qual è e da ricercatore instancabile ha ripercorso l’evoluzione della tecnica e del gusto dei consumatori dall’antica Grecia al 1800, quando dalla Francia il metodo classico varcò le Alpi e arrivò in Italia. Un’autentica lectio magistralis che ha introdotto gli interventi degli altri relatori ai quali spettava il compito di raccontare l’oggi del Dosaggio zero. Il produttore di Champagne Michel Drappier con una grande carica emotiva ha spiegato il suo modo di intendere il Dosaggio zero in un territorio dove questa pratica è un’autentica sfida. Il giornalista spagnolo Jordi Melendo, con una battuta e con un ricordo della nonna ha fatto conoscere il Cava, affermando che il Dosaggio zero in Spagna non ha una consuetudine, mentre il mercato mostra curiosità e apprezzamento. Michel Shah, la giornalista inglese, con grande severità e rigore ha illustrato, da est a ovest,come lunga sia ancora la strada da percorrere per il metodo classico Italiano, per ora surclassato dai vini rossi e dallo Champagne. Luca Gardini, miglior sommelier del mondo 2010, ha suggerito di lasciare allo Champagne il suo primato storico e di puntare sulla specificità del Franciacorta che nel dosaggio zero raggiunge la sua autentica identità. Andrea Gori ha riferito sugli interessanti dati emersi dal sondaggio lanciato attraverso Internet in dicembre sulla percezione e conoscenza del Dosaggio zero. A moderare il dibattito Federico Quaranta, il fantasioso conduttore di Decanter, la trasmissione di enogastronomia di Radio2, che ha vivacizzato l’incontro. Il tema era arduo, ma l’amalgama di voci, interessi e esperienze diverse l’ha reso fruibile e anche divertente. Un risultato non da poco, senza polverosa accademia!

La cronaca del convegno la trovi su www.dosaggiozero.it


Il video ufficiale di #Dzero

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Francesco Iacono e il gruppo dei relatori di #Dzero


 

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Novità  in vigna e cantina

L'INVERNO IN VIGNA

"In giornate fredde come queste (oggi in Franciacorta alle 12 ci sono -5°C) un tempo si vedevano i bracieri fumare in mezzo alle vigne: il vignaiuolo mentre potava si riscaldava le mani con i tralci che bruciava. Oggi con le forbici elettroniche e/o pneumatiche la fatica è molto minore è quindi questo rito sembra quasi inutile..... Si pota di corsa, tagliando magari inavvertitamente anche il legno vecchio senza avere il timore di dover fare troppa fatica. Dopo circa 15 anni di "innovazione" ora ci accorgiamo che i nostri moderni vigneti presentano malattie del legno sempre più evidenti e preoccupanti. In vigna l'inverno è dedicato alla potatura, si eliminano i tralci che hanno prodotto uva e foglie l'anno precedente e si lasciano i tralci o gli speroni, e quindi le gemme, che dovranno produrre l'anno a venire. La vite è una pianta generosa, comunque la si poti produce, tanto o poco ma produce e solo dopo qualche anno, se maltrattata, manifesta i segni di cedimento che oggi vediamo in molti vigneti: oggi se una vigna resta produttiva per 20 anni è quasi un miracolo. Potare vuol dire avere cura delle proprie piante, vuol dire conoscerle e tagliarle ognuna per la propria capacità espressiva.  Potare vuol dire immaginare cosa sarà il vigneto l'anno a venire. Potare vuol dire riconoscere la pianta che è già stata generosa e non chiederle troppo ancora. In autunno abbiamo pensato al terreno, in inverno pensiamo alla struttura delle nostre viti."

Francesco Iacono

 

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gennaio_2012
La galaverna sui vigneti di Villa Crespia in Franciacorta.


 

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