L'INVERNO IN VIGNA




"In giornate fredde come queste (oggi in Franciacorta alle 12 ci sono -5°C) un tempo si vedevano i bracieri fumare in mezzo alle vigne: il vignaiuolo mentre potava si riscaldava le mani con i tralci che bruciava. Oggi con le forbici elettroniche e/o pneumatiche la fatica è molto minore è quindi questo rito sembra quasi inutile..... Si pota di corsa, tagliando magari inavvertitamente anche il legno vecchio senza avere il timore di dover fare troppa fatica. Dopo circa 15 anni di "innovazione" ora ci accorgiamo che i nostri moderni vigneti presentano malattie del legno sempre più evidenti e preoccupanti. In vigna l'inverno è dedicato alla potatura, si eliminano i tralci che hanno prodotto uva e foglie l'anno precedente e si lasciano i tralci o gli speroni, e quindi le gemme, che dovranno produrre l'anno a venire. La vite è una pianta generosa, comunque la si poti produce, tanto o poco ma produce e solo dopo qualche anno, se maltrattata, manifesta i segni di cedimento che oggi vediamo in molti vigneti: oggi se una vigna resta produttiva per 20 anni è quasi un miracolo. Potare vuol dire avere cura delle proprie piante, vuol dire conoscerle e tagliarle ognuna per la propria capacità espressiva.  Potare vuol dire immaginare cosa sarà il vigneto l'anno a venire. Potare vuol dire riconoscere la pianta che è già stata generosa e non chiederle troppo ancora. In autunno abbiamo pensato al terreno, in inverno pensiamo alla struttura delle nostre viti."

Francesco Iacono

 

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gennaio_2012
La galaverna sui vigneti di Villa Crespia in Franciacorta.




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