Lo sforzo continuo verso la "vera e scientifica naturalità"




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Dopo aver letto questo editoriale mi prudevano le dita e quindi non ho resistito alla tentazione di dire la mia. Se volessi entrare in polemica con questi "profeti dei luoghi comuni" citerei un intervento di Umberto Eco. Non perché l'ha detto lui è vero ma mi sembra lucidamente lapidario...."se la scienza si pone verso i paradigmi in maniera dogmatica finisce per non fare più scienza. Come si potrebbe giustificare altrimenti che durante la storia dell'uomo l'innovazione sia sempre avvenuta quando la scienza ha avuto l'ardire di mettere in discussione un paradigma?" Chiaro no?

Leggete con attenzione quello che dicono i nostri maestri... i lieviti spontanei e cattivi che uccidono quelli buoni e selezionati, lo zolfo senza il quale il vino diventa aceto. I vini senza solforosa che sarebbero difettosi, che non durerebbero nel tempo... ma mi dico, perché l'uomo per discutere deve fare sempre crociate? Non è proprio possibile far convivere diverse opinioni senza fare guerre di posizioni? Chi dice che fare il vino senza solforosa vuol dire lasciar fare la natura come vuole senza intervenire? Chiediamo ai miei collaboratori se i nostri TuttoNatura sono vini lasciati a loro stessi. Chiediamo loro se non lavoriamo mese dopo mese per migliorare le condizioni per fare dei vini sempre più puliti e allo stesso tempo longevi anche senza solforosa? Chiediamo perché noi facciamo i vini senza e con solforosa aggiunta!

Non credete che la posizione di questi "profeti dei luoghi comuni" sia proprio quella degli antistorici e antiinnovazione, dogmatici e privi del senso della sfida verso il futuro?  Questo testo, nella sua ridicola miopia, potrebbe diventare l'antimanifesto proprio di chi fa dello sforzo continuo verso la " vera e scientifica naturalità" lo scopo del proprio lavoro! Francesco Iacono

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Lo sforzo continuo verso la
 

L’estate sta arrivando:accogliamola con un piccolo orto




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Far crescere e germogliare una pianta, un segnale positivo di vita in questi giorni stressanti per le notizie che i media ci rovesciano a valanga quotidianamente. E’ un consiglio da inizio estate che ha molte giustificazioni, oltre appunto a quella di essere un modo concreto di toglierci l’ansia di dosso. Avrete capito che l’invito estivo è per dedicarsi a un’attività tornata prepotentemente di moda, quella dell’orto.

La storia dell’orto è molto antica, l’hortus conclusus era una parte del giardino delle case romane dedicato al verde, gli orti di Leonardo facevano parte di una zona di Milano in cui sopravvive una traccia di vigna che, pare, fosse proprio quella del celebre artista. Alla corte del Re Sole ci fu un addetto alla coltivazione delle erbe e verdure per il Sovrano che morì di crepacuore per non aver potuto condurre a termine il suo compito di fornitore della mensa regale nel modo migliore.

L’orto che ancora non si chiamava così è l’incipit della storia dell’agricoltura, perché fu in questo modo che le donne della preistoria, mentre gli uomini andavano a caccia, cominciarono a capire come conservare i semi, riprodurli e trovare alternative alla carne degli animali selvatici.

Insomma fare un orto significa ripercorrere millenni di storia. Come si concilia tutto questo con la crisi, le metropoli, e la mancanza di specifiche conoscenze? Sembra difficile, ma se avrete pazienza di leggerci fino in fondo capirete che vi stiamo invitando a un bel gioco, a una pausa di serenità. A un distacco dallo schermo tv e del computer, anche se questo vi consente di leggerci in questo momento.

Non serve molto, se non si dispone di un pezzo di terra. Basta un davanzale, un balconcino e una sosta a uno dei tanti mercati che ci sono in città. Ma anche nei centri commerciali si trovano in vendita piantine di basilico, menta, maggiorana , rosmarino. Se poi lo spazio non è proprio limitato, recuperando anche un vecchio contenitore in disuso di legno e terriccio da orto, potete godervi lo sviluppo di una pianta di pomodoro o di fragola, di insalate diverse, magari rallegrate da una colorata pianta di petunia.

Sembra un consiglio d’altri tempi, ma invece è un consiglio per questi tempi, se non altro è la voglia di imitare la Regina Elisabetta e Michelle Obama, tanto per citare due super Vip che hanno rilanciato la poesia dell’orto.

Sentite che cosa scriveva più o meno duemila anni fa Cicerone, non importa se non vi ricordate chi era. Conta quello che ha lasciato scritto, in latino: Se ho un piccolo orto, se sono circondato dai miei fiori, se ho i miei libri, che cosa mi manca per essere felice?
Vedete un po’ voi se vale la pena di seguire questo consiglio!

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L’estate sta arrivando:accogliamola con un piccolo orto
   

I colori dell'autunno: tutte le sfumature della vigna




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Tenuta Villa Crespia, Franciacorta                                              Tenuta Rubbia al Colle, Suvereto

Il Corriere della Sera ha dedicato una bellissima pagina (Corriere della Sera di martedì 23 ottobre 2012) ai colori dell'autunno a corredo di un articolo della giornalista Alessandra Farkas, corrispondente dagli Stati Uniti, relativo a un fenomeno tipico di 15 stati americani, che ha ispirato anche famosi scrittori e che attrae milioni di turisti. Questo fenomeno naturale ha un nome, si chiama foliage: si verifica puntualmente ogni anno in autunno nei boschi del Nord America, che assumono per alcune settimane un'accesa colorazione, dal rosso al giallo, all'arancione. Il perchè ciò avvenga là e non in Europa con tanta sistematica frequenza e intensità ha una spiegazione scientifica: dipende dal clima, dalle variazioni della temperatura e addirittura da eventi preistorici. Come per i dinosauri ci fu un evento che li estinse, così nel nostro continente le glaciazioni del preistocene hanno cancellato le specie arboree che negli USA consentono questa meraviglia naturale.

Tutto vero, ma è anche vero che noi, possiamo costruirci il nostro percorso turistico basato sui colori delle vigne in autunno! Certo il foliage ha tempi precisi che non possono essere i nostri, ma il vigneto d'autunno ha il suo fascino... una passeggiata in vigna dopo la vendemmia per vedere i colori e imparare il perchè e il per come le foglie diventano gialle, rosse o arancioni, provateci!! 

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      Tenuta Oppida Aminea, Benevento                                                            Tenuta Giardini Arimei, Ischia

I colori dell'autunno: tutte le sfumature della vigna
   

La stagione è partita e noi lavoriamo così!




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E' facile dire: oggi iniziamo i trattamenti, usiamo un prodotto piuttosto che un altro, ci affidiamo ai "prodotti sicuri" per ridurre i margini di rischio. In questo modo ci siamo allontanati sempre più dalla cura della vigna e sempre più l’abbiamo considerata come un fattore di produzione in cui intervenire per massimizzare le rese e ridurre i rischi. Ma per noi non è così!

Sappiamo, e ne siamo coscienti, che a parte la nostra esperienza di viticoltura eco-simbiotica, sia necessario usare prodotti per difendere le vigne dagli attacchi fungini. Ripeto, sarebbe facile, e spesso lo è, decidere in funzione della maggiore sicurezza (prodotti di sintesi a lunga persistenza, massime dosi a ettaro) prescindendo da alcune regole agronomiche di base: l'andamento climatico, lo sviluppo vegetativo, la qualità della distribuzione.

Nell'Arcipelago Muratori tutti e tre questi fattori sono monitorati quotidianamente per cercare di ridurre l'uso dei trattori in vigna e i prodotti di sintesi. Abbiamo così iniziato il 20 aprile a Suvereto ed il 26 aprile in Franciacorta usando solo rame e zolfo. Nel Sannio inizieremo il 2 maggio mentre ad Ischia siamo partiti già il 15 aprile. Però, come tutti gli anni, abbiamo dapprima regolato gli atomizzatori, poi controllato la qualità della distribuzione e così siamo riusciti a ridurre anche del 50% le dosi/ha di rame e zolfo da dare. Come?

I nostri atomizzatori sono dotati di 2 sistemi di distribuzione ad alta pressione: un sistema posto a circa 50 cm da terra (che noi chiamiamo manine perché a queste assomigliano) ed un sistema a circa 250 cm da terra (che noi chiamiamo cannoncini). Possiamo regolare la pressione, la quantità di acqua, se usare solo le manine o solo i cannoncini o entrambi. Ogni decisione comporta una conseguenza. Così abbiamo verificato, come dimostrano foto a fianco, che trattando 1 fila ogni 4, con manine e cannoncini rivolti le une verso l'alto e gli altri verso il basso, riusciamo ad avere perfetta copertura distribuendo solo 125 litri di acqua per ettaro con il 50% della dose di rame e zolfo. Un risultato che ci consente di ridurre la quantità di chimica in vigna (prodotti antiparassitari e gasolio) e il rischio di compattazione dei terreni per il passaggio del trattore.
Per verificare la qualità della distribuzione si possono usare speciali cartine idrosensibili che si colorano se bagnate: ne abbiamo graffettate alcune sulle foglie in diverse posizioni in modo da simulare la bagnatura. La massima qualità della distribuzione si riscontra quando le cartine si colorano con piccole macchioline (le goccioline vaporizzate) distribuite omogeneamente (vuol dire che tutta la superficie fogliare è colpita dal trattamento). In questo modo abbiamo appurato che possiamo trattare 1 fila ogni 4 distribuendo il 50% dei prodotti che sarebbe consigliato utilizzare risparmiando tempo ed energia. Tutto questo vuol dire impegno, ma il risultato è sostenibilità.

Francesco Iacono

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La stagione è partita e noi lavoriamo così!
   

SIAMO TRA I LEADER DEL MONDO DEL VINO SUL WEB!




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arcipelagomuratori.it è nono nella classifica “Cantine in Web” la classifica dei migliori portali dei produttori italiani di vino stilata da www.winenews.it, uno dei siti più cliccati dagli amanti del buon bere. Dopo aver passato in rassegna più di 2.500 siti, lo staff di winenews ha definito i TOP 12, arcipelagomuratori.it entra in classifica insieme ai siti di Santa Margherita, Marchesi de’ Frescobaldi, Planeta, Allegrini, Donnafugata, Cinelli Colombini, Feudi di San Gregorio, Cavit.

Ecco il commento dato a www.arcipelagomuratori.it:
9 - Arcipelago Muratori @@@@
Web 2.0, interazione con gli utenti e multimedialità: ecco i punti di forza di un sito che punta decisamente e consapevolmente sullo scambio e sulla condivisione dei contenuti con gli appassionati. Un sito semplice e leggero nella grafica, che con una grande navigabilità apre le porte su tutte le cantine e tutte le attività dell’universo Muratori. News sempre aggiornatissime in modo originale, così come il “MuraBlog”. E con una media gallery ricca (seppur meno aggiornata del resto del sito) e con qualche “chicca”, come le canzoni, ascoltabili direttamente dal sito, abbinate ad alcune etichette del gruppo.

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