Da ieri Dosaggio zero non è più quel binomio misterioso (misterioso, chi ha detto misterioso?) nell'immaginario di molti, ma ha acquisito un maggior fascino dopo che il Convegno Internazionale tenutosi a Villa Crespia lunedì 23 gennaio ne ha rivelato la storia segreta per i più e la sua percezione nel mondo. Si deve questo risultato alla prolusione del professor Attilio Scienza che da gran affabulatore qual è e da ricercatore instancabile ha ripercorso l’evoluzione della tecnica e del gusto dei consumatori dall’antica Grecia al 1800, quando dalla Francia il metodo classico varcò le Alpi e arrivò in Italia. Un’autentica lectio magistralis che ha introdotto gli interventi degli altri relatori ai quali spettava il compito di raccontare l’oggi del Dosaggio zero. Il produttore di Champagne Michel Drappier con una grande carica emotiva ha spiegato il suo modo di intendere il Dosaggio zero in un territorio dove questa pratica è un’autentica sfida. Il giornalista spagnolo Jordi Melendo, con una battuta e con un ricordo della nonna ha fatto conoscere il Cava, affermando che il Dosaggio zero in Spagna non ha una consuetudine, mentre il mercato mostra curiosità e apprezzamento. Michel Shah, la giornalista inglese, con grande severità e rigore ha illustrato, da est a ovest,come lunga sia ancora la strada da percorrere per il metodo classico Italiano, per ora surclassato dai vini rossi e dallo Champagne. Luca Gardini, miglior sommelier del mondo 2010, ha suggerito di lasciare allo Champagne il suo primato storico e di puntare sulla specificità del Franciacorta che nel dosaggio zero raggiunge la sua autentica identità. Andrea Gori ha riferito sugli interessanti dati emersi dal sondaggio lanciato attraverso Internet in dicembre sulla percezione e conoscenza del Dosaggio zero. A moderare il dibattito Federico Quaranta, il fantasioso conduttore di Decanter, la trasmissione di enogastronomia di Radio2, che ha vivacizzato l’incontro. Il tema era arduo, ma l’amalgama di voci, interessi e esperienze diverse l’ha reso fruibile e anche divertente. Un risultato non da poco, senza polverosa accademia!
L’evoluzione storico-tecnica del significato di liquore e di dosaggio esplosa nel tempo e nei luoghi, Francia e Inghilterra. Professor Attilio Scienza, Università degli Studi di Milano La percezione del dosaggio zero e la sua evoluzione nel tempo dagli albori di Gancia e Ferrari di fine Ottocento ad oggi. Luca Gardini, Esperto degustatore Spirito Di Vino Lo Champagne pas dosè, interpretare le aspettative dei consumatori. Michel Drappier, produttore di Champagne La visione gustativa degli sparkling wine nature nel mondo anglosassone e nei nuovi mercati. Michèle Shah,wine writer (USA) Varietà diverse da quelle storiche del metodo classico a dosaggio zero.Jordi Melendo, giornalista e wine blogger (Spagna) Il Dosaggio Zero visto attraverso la rete. Andrea Gori, sommelier e wine blogger Modera Federico Quaranta, Decanter Rai2
"Fino ad oggi abbiamo sempre misurato le unità ORAC su vino. Il dubbio che abbiamo avuto è stato che le variazioni rilevate costantemente negli anni fossero da attribuire alla tecnica di vinificazione utilizzata per i TuttoNatura ma non per i vini tradizionali da viticoltura integrata.
Con la vendemmia 2011 in accordo con il CNR di Pisa abbiamo deciso di campionare le uve e di analizzarle.
I risultati sono veramente interessanti e confermano che quanto troviamo in bottiglia è frutto non solo della vinificazione ma, e soprattutto, della viticoltura simbiotica che stiamo applicando. Oggi ci sentiamo di dire che la tecnica di vinificazione che abbiamo messo a punto preserva i polifenoli da fenomeni ossidativi ma certamente che quello che facciamo in vigna è fondamentale per questi dati.
Oggi quindi abbiamo un altro dato che scientificamente e significativamente dà ragione a quanto stiamo facendo!" Sono le parole felici di Francesco Iacono
Ninì, diminutivo di Antonio, è l’insegna che decora il nuovo ristorante, anzi il “ristorantino”, aperto a Bacoli, nei pressi di Napoli, in via Molo di Baia 47. Un luogo dedicato al pesce, come si capisce dal bel piatto color del mare con i pesci ammiccanti fra le onde che decora la tavola. I vini dell’Arcipelago Muratori hanno accompagnato la cena inaugurale del locale e ora fanno bella mostra di sé.
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