PAESAGGIO ED ENERGIA SOSTENIBILE A RUBBIA AL COLLE
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Un binomio ecocompatibile? |
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Venerdì 19 novembre a Rubbia al Colle, a margine del Consiglio Nazionale Slowfood, ospite della Cantina toscana dell’Arcipelago Muratori, si è tenuto un importante incontro dedicato al tema molto attuale e dibattuto sulla compatibilità fra paesaggio, inteso nel suo significato più ampio e impianti di vario genere destinati alla produzione di energia rinnovabile. |
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La Cantina di Rubbia al Colle - chiamata "la cantina che non c'è" perchè completamente integrata nel paesaggio ed il suo impianto di pannelli fotovoltaici che ne assicura la completa autonomia dal punto di vista energetico. |
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Nel prendere la parola per un saluto di benvenuto, Giampaolo Pioli, il Sindaco di Suvereto, Presidente dell’Associazione Nazionale Città del Vino, ha aperto i lavori esponendo il suo pensiero nella sua duplice veste di amministratore e di responsabile dell’A.N.C.V. Pioli ha sottolineato la necessità di una maggiore attenzione da parte delle Istituzioni Centrali verso l’agricoltura, considerata una Cenerentola, mentre in un Paese come il nostro merita un’attenzione particolare perché proprio attraverso di essa si compie quella tutela ambientale, a cui tutti aspiriamo. “Mancano allo stato attuale delle case” afferma Pioli “dati oggettivi, informazioni corrette, di cui dovrebbero essere a conoscenza più che gli esponenti politici, che cambiano a termine dei rispettivi mandati, i responsabili degli Uffici Tecnici, a cui è demandato il compito di stabilire la reale necessità degli impianti, le loro caratteristiche, la loro sostenibilità ambientale”. Il conseguimento di una informazione esaustiva e corretta è alla base delle azioni dell’Associazione Città del Vino, i cui rappresentanti sono direttamente coinvolti in questo nuovo modo di gestire l’energia necessaria non solo per l’agricoltura, ma per la società in generale. |
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Roberto Burdese, Presidente Nazionale Slowfood, dopo aver denunciato gravi danni ambientali verificatisi in Piemonte con l’utilizzo di impianti fotovoltaici su terreni sottratti all’agricoltura a scopi puramente speculativi, ha insistito sulla necessità della informazione adeguata a questa “rivoluzione” in atto. In particolare ha accolto con molta convinzione l’idea che i destinatari di questa informazione debbano essere i responsabili degli uffici tecnici dei Comuni, proponendo l’istituzione, presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, di una serie di corsi di formazione da attuare in sintonia con l’Associazione Città del Vino. “Occorrono strumenti oggettivi di valutazione, parametri economici e scientifici, che oggi mandano. La speculazione rischia di togliere all’agricoltura terreni fertili per destinarli a progetti di cui non si conosce né la necessità, né ogni possibile danno ambientale”. |
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Francesco Iacono, in qualità di Vicepresidente della Fratelli Muratori e responsabile del Progetto Arcipelago, nonché ideatore del Convegno, ha preso come esempio di fattibilità ecosostenibile la visione innovatrice di Rubbia al Colle, dotata di un impianto fotovoltaico sistemato su un terreno non fertile e studiato per le reali esigenze energetiche della cantina. “Rubbia al Colle” ha detto Iacono “è stata pensata come un LUOGO in cui il PAESAGGIO possa essere un TEATRO in cui l’UOMO interagisce con la NATURA, sia come attore, sia come spettatore, in una simbiosi perfetta”. |
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Questo concetto è stato ripreso dal Professor Nicola Perullo, docente di estetica presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. “Il concetto di bellezza” sostiene Perullo “ non deve riguardare solo cose o eventi eccezionali, ma tutto quello che ci circonda ogni giorno, il nostro vivere quotidiano, sia come singoli ‘spettatori’ sia soprattutto come comunità non solo umana ma di tutti gli essere viventi”. Riferendosi alle nuove forme di energia, Perullo sostiene che non si tratta di dire semplicemente mi piace o non mi piace; è invece indispensabile “sapere, conoscere, essere informati, per poter dare la corretta interpretazione del problema energetico e delle sue possibili soluzioni.” |
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La parola è quindi passata a due laureandi dell’Università di Pollenzo, Eleonora Bergoglio e Ludovico Roncatello che hanno relazionato su esperienze positive e negative riguardo ai modi e ai metodi di sviluppo delle energie alternative. Un’esperienza personale quelle del Presidente del Consorzio di Val di Cornia, Hideyuki Miyakawa, titolare dell’Azienda Bulichella, che ha adottato per la sua azienda un impianto fotovoltaico sistemato sul tetto delle strutture della cantina “per sfruttare tutte le potenzialità di questo sistema senza deturpare il paesaggio”. Silvio Greco, docente di produzioni animali a Pollenzo ha riportato l’attenzione sul concetto di simbiosi tra natura ed esseri viventi. “In assenza di un piano energetico” ha detto “non ci si muove verso le risorse rinnovabili perché ce ne sia bisogno, quanto più per il problema legato ad una corrosione delle attività agricole, causata ovviamente dalla “corruzione” dei contadini. |
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Abbiamo quindi il problema di capire quale sia la nostra idea di sviluppo, di quanta energia necessitiamo prima di poterci riparare nelle energie pulite. Bisogna ragionare sul perché si vuole l’energia pulita, se questa sia compatibile con l’ambiente nel quale andrebbe a situarsi, se veramente possa portare dei benefici. Quindi energie rinnovabili pulite sì, ma con metodo e con un ragionamento ponderato ed oculato alle spalle; l’uomo è una specie che deve stare in equilibrio con altre specie. |
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La conclusione è toccata all’Assessore all’Agricoltura e Ambiente della Provincia di Livorno, Paolo Pacini, che ha riportato nel dibattito il tema dell’importanza del mondo agricolo, il cui valore va ben oltre la produzione di cibo. “Ambiente e Paesaggio” ha sottolineato Pacini “sono le nuove risorse di cui devono poter disporre le future generazioni. I nostri territori devono poter vivere attraverso anche piccole realtà agricole, capaci di fare sistema, se sono state rese consapevoli di come le risorse della tecnica vadano utilizzate senza esserne invece sfruttate”. |
I "non" trattamenti nei vigneti secondo i nostri metodi naturali
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Quest'anno su tutti i 170 ettari delle quattro Tenute dell'Arcipelago Muratori, è stato eseguito un inoculo di "richiamo" con lo stesso consorzio microbiologico contenente batteri e funghi micorrizici con i quali abbiamo dall'inizio trattato i nostri vigneti. Questo trattamento di richiamo si rende necessario perché la viticoltura così come eseguita oggi non facilita l'insediamento naturale e permanente di questi elementi viventi e fondamentali per la fertilità dei suoli. Su alcuni di questi 170 ettari e più precisamente su 3 ettari a Villa Crespia, su 17 a Rubbia al Colle, su 2 a Oppida Aminea e su 0,7 a Giardini Arimei, stiamo applicando integralmente il protocollo di TuttoNatura che prevede la difesa fitosanitaria esclusivamente eseguita con consorzi microbiologici. In particolare da quest'anno è partita anche un'esperienza volta ad indurre immunità alle viti attraverso interventi combinati di consorzi microbiologici, appunto, e prodotti fitoterapici: si tratta di una cosa simile ai fiori di Bach. E' il progetto TuttoNatura che si espande a 360° su tutta la filiera vitivinicola e su tutte le tenute. Il progetto TuttoNatura è arricchito con delle prove e dimostrazioni di pirodiserbo che ci consentiranno, probabilmente, non solo di eliminare la lavorazione meccanica del terreno ma anche il diserbo chimico del sottofila considerato fino ad oggi l'unica alternativa possibile. |
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Esempio di radice micorrizata |













