Da Suvereto

WINE IMMERSION, l'Università di Pisa a Rubbia al Colle




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Il giorno 25 maggio 2011 la Tenuta Rubbia al Colle ha ospitato una delle quattro giornate del Progetto Wine Immersion organizzato dall’Università di Pisa dedicate agli studenti del corso di enologia. Nel corso della giornata gli studenti hanno avuto la possibilità di confrontarsi con alcuni fra i principali protagonisti del mondo del vino.

Il professor Scarabelli, nell’introdurre le relazioni, ha esordito ponendosi alcuni interrogativi sul futuro del vino sia da un punto di vita dell’identità del prodotto sia della globalizzazione. La viticoltura del prossimo decennio dovrà ritrovare l’equilibrio reso precario dalla crisi tra produzione e consumo, con molta attenzione all’aspetto salutistico che sta assumendo sempre maggiore importanza.
L’intervento successivo di Michele Satta (affermato produttore vitivinicolo nella zona di Bolgheri), ha puntualizzato l’importanza della zonazione per la conoscenza dei terreni, conoscenza che ha importanti riflessi sulla qualità della produzione¸ essendo i suoli elemento determinante della capacità del vigneto di dare il meglio. Ruggero Mazzilli (uno dei massimi esperti in viticoltura biologica) ha ripreso nel dettaglio questi elementi dimostrando come sia fondamentale la conoscenza degli andamenti climatici, oltre a quella dei suoli, per poter valorizzare al massimo le risorse native, naturali, insite nel territorio. Particolarmente interessante la contrapposizione tra suoli poveri e suoli ricchi e la diversa reazione della pianta in relazione a questi fattori. Il principio della dualità si ripresenta quando si considerano i diversi risultati ottenuti dal vigneto inerbito o no. Due efficaci tabelle sintetizzano questi concetti. Il fine ultimo è tutelare l’ambiente, per ottenere la qualità, non solo del vino.
Francesco Iacono (Vitienologo, Responsabile del Progetto Arcipelago Muratori) ha ripreso il concetto di zonazione, illustrando il progetto attuato in Franciacorta di mantenere nella produzione separare le uve provenienti da terreni diversi, per poi approfondire il tema della naturalità, proponendo i risultati della micorizzazione in atto soprattutto nei vigneti di Rubbia al Colle. La micorizzazione prevede l’uso di consorzi biologici per l’arricchimento del terreno ottenuto con lo scambio di sostanze tra suolo e pianta: ne risulta un ambiente sano e viti capaci di autodifendersi da diverse patologie Daniele Sarri (Dipartimento di Economia Ingegneria Scienze e Tecnologie Agrarie e Forestali dell’Università degli Studi di Firenze) con una relazione dedicata alla meccanizzazione agricola ha puntualizzato come sia l’utilizzo, sia la gestione e la manutenzione delle macchine agricole che intervengono nella conduzione del vigneto debbano essere anch’esse considerate come fattore di qualità:sono infatti elementi determinanti della viticoltura di precisione, un aspetto irrinunciabile della moderna agricoltura. Cesare Cangero (responsabile del progetto Magis) ha illustrato il progetto Magis di cui fa parte anche l’Arcipelago, come esempio di sinergia fra produttori e aziende del settore chimico per una agricoltura sempre più pulita e consapevole. Tema ripreso anche da Rimediotti e Vieri (Dipartimento di Ingegneria, Economia, Scienze e Tecnologie Agrarie e Forestalidell’Università degli Studi di Firenze).

Il termine wine immersion esprime perfettamente il senso di questo incontro in cui sono state affrontati numerosi aspetti viticoli, dalle problematiche commerciali alle problematiche ambientali, alla ricerca della ecosostenibiltà.

Attenti e partecipi i numerosi studenti della Facoltà di agraria per cui Wine Immersion era stata pensata. La giornata si è conclusa con la visita alla cantina di Rubbia al Colle dove sono stati illustrati tutti i processi di vinificazione e affinamento dei vini. “E stato bello vedere i ragazzi andare via carichi di entusiasmo dopo una giornata piena ed esaustiva!” sono le parole di Gaetano Conte, Responsabile Tecnico della Tenuta Rubbia al Colle.

 

 

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I ragazzi dell'Universita di Pisa ascoltano in Sala Olpaio a Rubbia al Colle.

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Michele Satta, affermato produttore di Bolgheri durante il suo intervento.

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Francesco Iacono, Vitienolo e ideatore di Arcipelago Muratori.

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La visita nei locali di vinificazione dei vini rossi di Rubbia al Colle.

 

Il gruppo al completo, all'ingresso di Rubbia al ColleIl_gruppo_fuori_da_Rubbia_al_Colle

 

PAESAGGIO ED ENERGIA SOSTENIBILE A RUBBIA AL COLLE




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Un binomio ecocompatibile?

Venerdì 19 novembre a Rubbia al Colle, a margine del Consiglio Nazionale Slowfood, ospite della Cantina toscana dell’Arcipelago Muratori, si è tenuto un importante incontro dedicato al tema molto attuale e dibattuto sulla compatibilità fra paesaggio, inteso nel suo significato più ampio e impianti di vario genere destinati alla produzione di energia rinnovabile.

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 La Cantina di Rubbia al Colle - chiamata "la cantina che non c'è" perchè completamente integrata nel paesaggio ed il suo impianto di pannelli fotovoltaici che ne assicura la completa autonomia dal punto di vista energetico.

Nel prendere la parola per un saluto di benvenuto, Giampaolo Pioli, il Sindaco di Suvereto, Presidente dell’Associazione Nazionale Città del Vino, ha aperto i lavori esponendo il suo pensiero nella sua duplice veste di amministratore e di responsabile dell’A.N.C.V. Pioli ha sottolineato la necessità di una maggiore attenzione da parte delle Istituzioni Centrali verso l’agricoltura, considerata una Cenerentola, mentre in un Paese come il nostro merita un’attenzione particolare perché proprio attraverso di essa si compie quella tutela ambientale, a cui tutti aspiriamo. “Mancano allo stato attuale delle case” afferma Pioli “dati oggettivi, informazioni corrette, di cui dovrebbero essere a conoscenza più che gli esponenti politici, che cambiano a termine dei rispettivi mandati, i responsabili degli Uffici Tecnici, a cui è demandato il compito di stabilire la reale necessità degli impianti, le loro caratteristiche, la loro sostenibilità ambientale”. Il conseguimento di una informazione esaustiva e corretta è alla base delle azioni dell’Associazione Città del Vino, i cui rappresentanti sono direttamente coinvolti in questo nuovo modo di gestire l’energia necessaria non solo per l’agricoltura, ma per la società in generale.

Roberto Burdese, Presidente Nazionale Slowfood, dopo aver denunciato gravi danni ambientali verificatisi in Piemonte con l’utilizzo di impianti fotovoltaici su terreni sottratti all’agricoltura a scopi puramente speculativi, ha insistito sulla necessità della informazione adeguata a questa “rivoluzione” in atto.

In particolare ha accolto con molta convinzione l’idea che i destinatari di questa informazione debbano essere i responsabili degli uffici tecnici dei Comuni, proponendo l’istituzione, presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, di una serie di corsi di formazione da attuare in sintonia con l’Associazione Città del Vino. “Occorrono strumenti oggettivi di valutazione, parametri economici e scientifici, che oggi mandano. La speculazione rischia di togliere all’agricoltura terreni fertili per destinarli a progetti di cui non si conosce né la necessità, né ogni possibile danno ambientale”.

Francesco Iacono, in qualità di Vicepresidente della Fratelli Muratori e responsabile del Progetto Arcipelago, nonché ideatore del Convegno, ha preso come esempio di fattibilità ecosostenibile la visione innovatrice di Rubbia al Colle, dotata di un impianto fotovoltaico sistemato su un terreno non fertile e studiato per le reali esigenze energetiche della cantina. Rubbia al Colle” ha detto Iacono “è stata pensata come un LUOGO in cui il PAESAGGIO possa essere un TEATRO in cui l’UOMO interagisce con la NATURA, sia come attore, sia come spettatore, in una simbiosi perfetta”.

Questo concetto è stato ripreso dal Professor Nicola Perullo, docente di estetica presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. “Il concetto di bellezza” sostiene Perullo “ non deve riguardare solo cose o eventi eccezionali, ma tutto quello che ci circonda ogni giorno, il nostro vivere quotidiano, sia come singoli ‘spettatori’ sia soprattutto come comunità non solo umana ma di tutti gli essere viventi”. Riferendosi alle nuove forme di energia, Perullo sostiene che non si tratta di dire semplicemente mi piace o non mi piace; è invece indispensabile “sapere, conoscere, essere informati, per poter dare la corretta interpretazione del problema energetico e delle sue possibili soluzioni.”

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La parola è quindi passata a due laureandi dell’Università di Pollenzo, Eleonora Bergoglio e Ludovico Roncatello che hanno relazionato su esperienze positive e negative riguardo ai modi e ai metodi di sviluppo delle energie alternative.

Un’esperienza personale quelle del Presidente del Consorzio di Val di Cornia, Hideyuki Miyakawa, titolare dell’Azienda Bulichella, che ha adottato per la sua azienda un impianto fotovoltaico sistemato sul tetto delle strutture della cantina “per sfruttare tutte le potenzialità di questo sistema senza deturpare il paesaggio”.

Silvio Greco, docente di produzioni animali a Pollenzo ha riportato l’attenzione sul concetto di simbiosi tra natura ed esseri viventi. “In assenza di un piano energetico” ha detto “non ci si muove verso le risorse rinnovabili perché ce ne sia bisogno, quanto più per il problema legato ad una corrosione delle attività agricole, causata ovviamente dalla “corruzione” dei contadini.

 Abbiamo quindi il problema di capire quale sia la nostra idea di sviluppo, di quanta energia necessitiamo prima di poterci riparare nelle energie pulite.

Bisogna ragionare sul perché si vuole l’energia pulita, se questa sia compatibile con l’ambiente nel quale andrebbe a situarsi, se veramente possa portare dei benefici. Quindi energie rinnovabili pulite sì, ma con metodo e con un ragionamento ponderato ed oculato alle spalle; l’uomo è una specie che deve stare in equilibrio con altre specie.

Pacini 

La conclusione è toccata all’Assessore all’Agricoltura e Ambiente della Provincia di Livorno, Paolo Pacini, che ha riportato nel dibattito il tema dell’importanza del mondo agricolo, il cui valore va ben oltre la produzione di cibo. “Ambiente e Paesaggio” ha sottolineato Pacini “sono le nuove risorse di cui devono poter disporre le future generazioni. I nostri territori devono poter vivere attraverso anche piccole realtà agricole, capaci di fare sistema, se sono state rese consapevoli di come le risorse della tecnica vadano utilizzate senza esserne invece sfruttate”.

 

 

I "non" trattamenti nei vigneti secondo i nostri metodi naturali




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Quest'anno su tutti i 170 ettari delle quattro Tenute dell'Arcipelago Muratori, è stato eseguito un inoculo di "richiamo" con lo stesso consorzio microbiologico contenente batteri e funghi micorrizici con i quali abbiamo dall'inizio trattato i nostri vigneti. Questo trattamento di richiamo si rende necessario perché la viticoltura così come eseguita oggi non facilita l'insediamento naturale e permanente di questi elementi viventi e fondamentali per la fertilità dei suoli.

Su alcuni di questi 170 ettari e più precisamente su 3 ettari a Villa Crespia, su 17 a Rubbia al Colle, su 2 a Oppida Aminea e su 0,7 a Giardini Arimei, stiamo applicando integralmente il protocollo di TuttoNatura che prevede la difesa fitosanitaria esclusivamente eseguita con consorzi microbiologici. In particolare da quest'anno è partita anche un'esperienza volta ad indurre immunità alle viti attraverso interventi combinati di consorzi microbiologici, appunto, e prodotti fitoterapici: si tratta di una cosa simile ai fiori di Bach. E' il progetto TuttoNatura che si espande a 360° su tutta la filiera vitivinicola e su tutte le tenute.

Il progetto TuttoNatura è arricchito con delle prove e dimostrazioni di pirodiserbo che ci consentiranno, probabilmente, non solo di eliminare la lavorazione meccanica del terreno ma anche il diserbo chimico del sottofila considerato fino ad oggi l'unica alternativa possibile.

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Esempio di radice micorrizata

   

IL PROGETTO TUTTONATURA - Una viticoltura simbiotica




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TUTTONATURA - Toscana IGT Cabernet Sauvignon e Sangiovese

Dicono i titoli dei giornali che la tavola sarà sempre più "verde", perchè il consumatore sarà sempre più attento alla salubrità degli alimenti e quindi anche del vino.

L'Arcipelago Muratori, fin dal suo inizio, non si è limitato ad anticipare questa tendenza, ma l'ha fatta propria inserendola alla base della sua programmazione agronomica. Consapevole che la naturalità dell'uva dipende dalla tutela dei terreni, l'Arcipelago Muratori ha adottato un sistema di fertilizzazione che ristabilisce l'equilibrio microbiologico del terreno, grazie a famiglie fungiformi dette micorrize.

Nella Tenuta Rubbia al Colle la micorizzazione è andata oltre la fase sperimentale ed ha raggiunto significativi risultati tanto da consentire la nascita di un nuova linea di vini, i TUTTONATURA.
Non si tratta di coltivazione biologica in senso stretto, ma di una metodologia che in Muratori viene definita simbiotica e indica la completa interazione tra uomo e ambiente, nel rispetto della naturalità. Con questo trattamento la vite cresce più forte, con una maggiore resistenza alle malattie e l'uva è più sana e più ricca. Questo consente la produzione di vini che non abbisognano di pratiche di cantina, che mantengono il loro carattere originario SENZA AGGIUNTA DI SOLFITI.

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Edizione Aprile-Settembre 2009 

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L'Agricoltura Simbiotica - MANIFESTO




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VITICOLTURA ED ENOLOGIA SIMBIOTICA

Vite e uomo vivono in simbiosi con l’ambiente: l’uomo interviene ad assecondare il comportamento naturale delle viti in un determinato ambiente, rispettandone le caratteristiche e aumentando le difese immunitarie delle piante.  

 

Gestione Aziendale

Tutte le attività in cantina sono garantite da energia prodotta da fonti rinnovabili: energia solare.

 

 Viticoltura: uso di consorzi microbiologici (micorrize, funghi e batteri che naturalmente costituiscono la rizosfera)

Equilibrio della vita microbiologica del terreno e minore uso di sostanze esogene in viticoltura: maggiore espressione dell’ambiente e maggiore naturalità

Arricchimento da parte del terreno di sostanza organica (700 T/ha)

Aumento dell’estensione radicale delle viti fino a 700-800 volte

Aumento dell’assorbimento radicale di macroelementi (N, P, K) e microelementi presenti nel terreno (anche quelli non accessibili direttamente dall’apparato radicale delle piante stesse)

Riduzione della necessità di concimazione minerale

Riduzione del dilavamento e quindi diminuzione dell’inquinamento della falda acquifera

Maggiore sviluppo vegetativo e produzione delle viti

Aumento della tolleranza delle viti alla siccità

Aumento delle capacità immunitarie delle viti

Uso di soli microrganismi per la difesa della vite e quindi assenza di qualsiasi composto chimico

 

  Enologia: attenzione all’espressione naturale delle uve senza uso di coadiuvanti di sintesi in cantina

 Aumento di polifenoli (20% in più di potere antiossidante) nelle uve e nei vini (250 mL di vino contengono circa 1000 unità ORAC).

Uso di lieviti indigeni e assenza di coadiuvanti chimici sul vino

Vinificazione in assenza di solforosa aggiunta

Maggiore salubrità del vino 

 

 TuttoNatura

Uve e vino naturali implicano che il prodotto finale sia espressione dell’ambiente: il vino diventa paesaggio liquido

 

 

   

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