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Molto spesso si dimentica che il risultato della vendemmia è il frutto di una stagione intera e non solo di pochi giorni. La vendemmia poi diventa vino in cui si concentra la storia di quanto e come siamo stati bravi o meno a dare un senso alla stagione, ricca, piovosa, secca o povera essa si sia dimostrata. Ecco allora come si è preannunciato il 2010.
In Franciacorta l’annata si è presentata all’inizio con circa 10 giorni di ritardo rispetto al 2009. Tutti gli allarmismi circa un progressivo anticipare le date di maturazione, dal 2008 in poi, si stanno placando e stiamo ritornando alla situazione di fine millennio. Vegetazione molto spinta con piogge primaverili abbastanza continue e persistenti. Durante la fioritura ritorni di freddo e poi grande calore da fine giugno a tutto luglio. Alcune grandinate hanno colpito le zone di Capriolo, Adro e Iseo, che hanno compromesso la produttività di alcuni vigneti. Quelli non colpiti dalla grandine sono veramente molto belli con produzione equilibrata e molto sana. Se agosto si manterrà caldo, ma non troppo, immagino una vendemmia di alta qualità, soprattutto per il Pinot nero che godrà di un ritardo di maturazione anche di una settimana. I vigneti in cui abbiamo eseguito viticoltura simbiotica sono stati grandinati, ahinoi!, ma dai vigneti di Favento continueremo l’esperienza di vinificazione in assenza di solforosa. Questa nel 2009 ci ha dato segnali molto confortanti, permettendoci di fare un tiraggio con vino senza solfiti aggiunti per circa un migliaio di bottiglie, che la primavera prossima inizieremo a valutare. Andrea e Rocco hanno lavorato al meglio cercando di ridurre il più possibile gli interventi per evitare di sottoporre le viti a continui stress “stop and go”.
A Suvereto, dopo il 2008 ed il 2009 sotto l’insegna della “normalità”, il 2010 si è presentato da subito molto interessante. Le piogge primaverili hanno solo apparentemente dato fastidio: hanno garantito un serbatoio idrico che nei mesi di giugno e luglio è diventato prezioso. I vigneti gestiti con viticoltura simbiotica oramai sono consolidati ed anche nel 2010 si sono difesi molto bene dalla peronospora ed oidio. Addirittura si sono rivelati più sani di alcuni gestiti tradizionalmente, rispetto ad un attacco di peronospora tardivo verificatosi verso la fine di giugno. La produzione appare equilibrata e la vegetazione sana. Il 2010 è l’anno in cui desidero verificare la regola di Suvereto e cioè vendemmia eccezionale ogni 3 anni. Dopo il 2001, il 2004, il 2007 dovrebbe essere l’ora del 2010! Il Sangiovese, in particolare, è molto bello, con grappoli non grandissimi a causa alle piogge che si sono verificate durante la fioritura e che hanno in parte compromesso l’allegagione. Gaetano oramai è un veterano della Maremma ed anche quest’anno è riuscito a fare un bellissimo lavoro di equilibrio in cui vegetazione e produzione si sono bilanciate.
Nel Sannio beneventano abbiamo sperimentato per la prima volta la viticoltura simbiotica ed i risultati sono stati molto incoraggianti. Una leggera grandinata ha rischiato di compromettere un vigneto bellissimo. Finalmente anche il vigneto Amineo, in cui abbiamo collezionato le principali varietà a bacca gialla della Campania, è entrato in produzione e siamo curiosi ed ansiosi di sperimentare dal vivo le potenzialità di alcune di esse. Coda di Volpe molto bella, generosa e sana, Greco con grappolo minuto ma compatto, Fiano con acino turgido e grappolo bello spargolo. La Falanghina si presenta meno produttiva del 2009 tutto a vantaggio della sua qualità. Il Sannio si conferma anno dopo anno un territorio fantastico: pochi problemi fitopatologici, bell’equilibrio, insomma sembra un territorio vocato naturalmente alla qualità. Serena, alla sua prima esperienza nel Sannio, ha saputo ascoltare il vigneto, seguirlo nel suo evolversi con una stagione per niente facile.
Ad Ischia, dopo l’abbondanza del 2009, si pensava ad un anno di scarica, mentre così non sembra essere. Anche a Forio ai primi di giugno c’è stata un'anomala grandinata, che ha messo in crisi alcuni vigneti esposti maggiormente al vento. Per fortuna l’evento è accaduto precocemente e quindi le piante colpite si sono riprese. Sanità, vegetazione lussureggiante, stagione con piogge ben distribuite nei mesi, luglio molto caldo sono le caratteristiche del 2010 isolano. Anche qui Serena ha bene interpretato un’annata tutto sommato “facile”.
Vigne, territori e uomini, ecco chiudersi il triangolo della viticoltura di qualità. Senza gli uomini giusti ogni stagione sarebbe scadente, mentre grazie a loro anche una stagione difficile può diventare ottima!
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