RUBBIA AL COLLE

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RUBBIA AL COLLE

Rubbia al Colle tenuta a Suvereto

Rubbia al Colle si trova a Suvereto in piena Maremma livornese, dove il verde cangiante delle vigne fa contrasto con il verde argenteo degli olivi e il verde scuro-intenso dei cipressi e dei lecci. La Maremma è un insieme straordinario di colori, odori, percezioni sensoriali quasi palpabili a prescindere dalla stagione e dal tempo atmosferico. Siamo andati alla ricerca dei terreni dove secondo noi il Sangiovese sarebbe potuto tornare ad essere protagonista senza disdegnare quegli ambienti naturalmente idonei per alcuni vitigni internazionali a bacca rossa che, magari, sono più adattativi del nostro amato vitigno nazionale. Abbiamo iniziato a raccogliere campioni di Sangiovese da vigneti storici per capirlo e poi lo abbiamo propagato in nuovi vigneti per farlo rinascere nella sua capacità adattativa di secoli a questo territorio.

Merlot e Cabernet li abbiamo assecondati, Syrah e Petit verdot li abbiamo quasi provocati per studiarne la stoffa. Ma da subito abbiamo capito che avremmo dovuto dialogare con dei suoli difficilissimi che negli ultimi decenni erano andati incontro ad un progressivo degrado: la cura della terra ci è parsa da subito l’obbiettivo primario. Da Rubbia al Colle nascono le prime esperienze su micorrize e consorzi microbiologici fatte in Italia e da qui è poi nata quella che oggi tutti definiscono VITICOLTURA SIMBIOTICA: ridare fertilità al terreno, riportare la vita nel sottosuolo, ridare biodiversità non solo evitando di intervenire ma scegliendo operazioni colturali adatte e corrette. Poi la cantina, una cantina che dovesse mimetizzarsi nel paesaggio di Suvereto, senza ostentare nulla se non la sua profonda sostenibilità ambientale:cantina ipogea nel rispetto della collina che la ospita. Una cantina in grado di fare da spunto a nuove idee: il Barricoccio

Nell’argilla non solo le viti crescono ma nell’argilla anche la cantina è stata costruita ed allora è nata la nostra barrique di terracotta chiamata appunto Barricoccio. Tutto nel segno della naturalità, spesso rischiando nelle scelte di coltivazione e vinificazione. La contaminazione culturale, l’incrocio fra tradizione ed innovazione, i limiti fra naturale e sostenibile, tutti confini che a Rubbia al Colle sono assorbiti in una concezione di vino mai schierato, senza falsi miti, sempre rivolto a rappresentare solo e sempre il paesaggio da cui nasce, il paesaggio liquido

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Il Barricoccio

Nell’argilla non solo le viti crescono, ma nell’argilla anche la cantina è stata costruita ed allora sarebbe stato fantastico far maturare anche il vino in questo materiale, come facevano due millenni fa gli Etruschi. Ed ecco nascere la nostra barrique di terracotta chiamata appunto Barricoccio.
L’idea di far maturare i vini nella stessa argilla in cui le radici della vite si sviluppano ci è parsa molto ‘naturale’. La nostra non è stata una scelta di immagine. Siamo partiti da un concetto molto semplice e cioè dai motivi per cui la terracotta si era affermata nell’antichità e dalle ragioni per cui poi è stata abbandonata. Così tutto è partito concettualmente, per poi approdare a diverse soluzioni pratiche. Siamo partiti dall’uso di piccoli orci costruiti per la conservazione dell’olio, ma volevamo superare i limiti pratici che avevano decretato la scomparsa dell’argilla dall’enologia, cioè la fragilità e la difficoltà del materiale. Le anfore erano poco maneggevoli, difficili da lavare e delicate. Abbiamo pensato allora a riprodurre il contenitore da vino per eccellenza, per il quale molta tecnologia è già stata sviluppata, dai supporti alle tecniche di sanitarizzazione: la barrique.

All’inizio condividere il progetto con una fornace non è stato facile. Molti ci hanno quasi deriso. Poi, la Fornace Masini di Impruneta (FI) ci ha seguito. Si sono fatte decine di test su spessori e tecniche di chiusura che consentissero una ‘facile’ essicazione e cottura, mantenendo le caratteristiche della barrique: un piccolo foro di apertura. Tre anni di prove non solo della Fornace Masini ma anche enologiche, per capire il trattamento a cui sottoporre il Barricoccio per limitare il contatto del vino con l’aria, visto che la terracotta è più porosa del legno.

Alla fine abbiamo messo a punto una tecnica che deriva direttamente dal concetto di encausto di rinascimentale memoria. Tutto sembra funzionare bene oggi, ma ci sono voluti quasi dieci anni di lavoro. L’uso della terracotta in enologia è spesso visto come un ritorno ad antiche tecniche di vinificazione e a profili organolettici dei vini di lontana memoria. Per noi la terracotta, grazie al Barricoccio, è diventato un materiale moderno che ci consente di produrre vini freschi, anche se a lungo affinati, con colori vivi per soddisfare “palati e nasi” moderni.

IL RECUPERO AMBIENTALE

Nel suo sviluppo, prestiamo molta attenzione al recupero ambientale. L’impianto dei vigneti è stato studiato in funzione di eliminare il rischio di dissesto idrogeologico, in particolare nel podere La Rubbia a Suvereto, dove sono stati eseguiti imponenti lavori di sistemazione idraulica preservando le tendenze e le esposizioni originali. In questa Tenuta è progettato il recupero di un vasto appezzamento di macchia mediterranea, in cui sono presenti tra l’altro querce da sughero, con un’azione forestale destinata a favorire la biodiversità. Allo stesso modo, è previsto il restauro di tutti i casali e le costruzioni preesistenti, mantenendone l’architettura originaria, ciò allo scopo di destinare le strutture a nuove attività culturali e turistiche di interesse economico per l’intero territorio.

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I VIGNETI DELLA TENUTA

RUBBIA

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I NOSTRI VINI

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DRUMO
Toscana Sangiovese IGT

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RABUCCOLO
Rosso Toscana IGT

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BARRICOCCIO
Toscana Sangiovese IGT

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OLPAIO
Val di Cornia Suvereto DOC

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USILIO
Val di Cornia Suvereto Sangiovese DOC

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LE PULLEDRE
Rosso Toscana IGT

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SIMBIOTICO
Toscana Sangiovese IGT

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Red wines as liquid landscape

Rubbia al colle

ACCOGLIENZA IN CANTINA

orario

LA CANTINA E’ SEMPRE APERTA PREVIA PRENOTAZIONE

La Tenuta di Rubbia al Colle è situata in una delle zone di maggior valore paesaggistico e storico della maremma livornese. Vicino a Populonia, dove gli scavi archeologici testimoniano la presenza della vite e la cultura del vino già ai tempi degli Etruschi (V secolo d.C.), la cantina è posta ai margini del paese di Suvereto nella piena macchia mediterranea. La cantina è ipogea ed è stata definita “la cantina che non c’è” in quanto è interamente interrata e si nasconde nel paesaggio e agli occhi del turista. La visita a Rubbia al Colle è un’esperienza sensoriale a tutto tondo, insistendo su un territorio praticamente vergine dove le viti ed il vino sono perfettamente integrati nella cultura locale.

VISITA GUIDATA 1


Visita in cantina seguita
dalla degustazione di 2 vini
MIN. 10 PERSONE
DURATA 1 ORA

VISITA GUIDATA 2


Visita in cantina
con degustazione di 2 vini
e buffet del territorio
MIN. 10 PERSONE
DURATA 1 ORA

WORKSHOP

Arcipelago Muratori

Breve corso sul vino, degustazione di sei
vini accompagnati da abbinamenti gastronomici del territorio.

WORKSHOP

Rubbia al Colle

Breve corso sul vino, degustazione di sei
vini della Val di Cornia Suvereto accompagnati
da abbinamenti gastronomici del territorio.

CONVEGNI/EVENTI

Sala Olpaio

Noleggio sala multifunzionale
a piano terra con attrezzature audio-video
POSTI A SEDERE 100

CONVEGNI/EVENTI

Sala Rumpotino

Noleggio sala multifunzionale
con attrezzature audio-video
POSTI A SEDERE 60